Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda

Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda

Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda. Da Ancient Code.

Secondo un oceanografo tedesco, il Dr. Meyer, la tecnologia che si nasconde sommersa nel Triangolo delle Bermuda è tutt’altro che ordinaria ed è molto probabile che non sia di origine terrestre.

Conosciuto anche come il “Triangolo del Diavolo”, il Triangolo delle Bermuda è situato nella parte occidentale del Nord Atlantico tra le Isole Bermuda, la Florida e Porto Rico con un’estensione di circa mille miglia per ogni lato.

Secondo la Marina Militare USA questa zona “non esiste” e il suo nome non è stato mai riconosciuto geograficamente.

Storie incredibili e racconti fantastici tra mito e leggenda si sono susseguiti negli ultimi decenni, ma una cosa è certa: in questa zona sono scomparse navi e spariti aerei di ogni tipo, e si sono perse centinaia di vite umane e moltissimi studiosi e ricercatori credono fermamente che il Triangolo delle Bermuda sia una zona anomala oltre la comprensione umana.

Recentemente il team tedesco, utilizzando apparecchiature sonar, ha localizzato due affascinanti gigantesche piramidi di vetro, o di cristallo, proprio al centro del Triangolo delle Bermuda, a una profondità di 2000 metri e di dimensioni molto superiori a quelle di Giza.

Meyer pensa che queste strutture piramidali siano la causa delle continue sparizioni, ma purtroppo ancora non esistono tecnologie e mezzi per esplorare questa remotissima zona.

Qualsiasi informazione o testimonianza riguardante il Triangolo delle Bermuda è sempre stata ritenuta indegna dagli scienziati e screditata come menzogna o ridicolizzata.

Zona del Triangolo

Zona del Triangolo

Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda

Oggi la verità circa l’esistenza delle piramidi e dei loro segreti si trova sicuramente nelle mani dei militari e delle agenzie governative, che ci hanno sempre nascosto tutti i dati relativi a queste antichissime ed anomale strutture, dichiarando ufficialmente di aver interrotto qualsiasi ricerca scientifica in proposito.

D’altronde, sono anni che sappiamo dell’esistenza di antiche civiltà perdute che sono scomparse a causa di immani cataclismi.

Tre di queste erano in Egitto, a Gebekli Tepe e in Lemuria, (oltre a Mu ed Atlantide), e le notizie sono state riportate a suo tempo nei media ufficiali, ma invece di ricevere l’attenzione che meritavano, sono state ignorate perché ritenute banali e prive di importanza.

Sicuramente queste nuove scoperte rappresenterebbero una potenziale minaccia alla storia tradizionale, oppure le tecnologie sconosciute ritrovate potrebbero mettere fine al monopolio tecnologico delle grandi multinazionali. L’unico fatto certo è che esiste una assoluta e tenace segretezza su tutti questi argomenti.

Una di queste antiche civiltà perdute potrebbe essere stata trovata al largo dell’isola di Cuba nel 2001, di cui si interessò la BBC con la notizia del 7 dicembre 2001 riportata sotto.

Città Sommersa Cuba

Città Sommersa Cuba

Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda

Un team di esploratori che lavorano al largo della costa occidentale di Cuba dicono di aver scoperto quello che pensano essere le rovine di una città sommersa costruita migliaia di anni fa.

Ricercatori canadesi, utilizzando sofisticate apparecchiature sonar, hanno trovato strutture in pietra a più di 650 metri sotto la superficie del mare.

Dicono che ancora non capiscono l’esatta natura della loro scoperta, e progettano di avviare un’analisi approfondita del sito dal prossimo mese di gennaio.

Advanced Digital Communications è una delle quattro aziende che lavorano in una joint venture con il governo cubano per esplorare le acque dell’isola che contengono centinaia di navi cariche di tesori di epoca coloniale spagnola.

BBC

Come possiamo vedere, questa non è pseudo scienza, né paranoia, né cospirazione.

Questa è la prova che il potenziale di questa scoperta è stato deliberatamente ignorato e insabbiato sia da un istituto scientifico che da una istituzione politica.

Di conseguenza, quando cerchiamo una particolare notizia nel mondo dei media ufficiali, troviamo sempre una laconicità e stringatezza disarmanti e dispettose e uno scetticismo  che va al di là della ragionevolezza e realtà dei concreti risultati scientifici.

Paulina Zelitsky

Paulina Zelitsky

Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda
Triangolo delle Bermuda Artist Concept

Triangolo delle Bermuda Artist Concept

Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda

Successivamente, eventuali aggiornamenti o approfondimenti scompaiono nell’oblio totale e nel disinteresse generale.

Chi invece ha approfondito, ha conosciuto una certa Paulina Zelitsky, la Direttrice del gruppo di ricerca Russo Canadese, incaricata nel 2000/2001 dal Governo Cubano di ritrovare un tesoro inestimabile sprofondato con una nave mercantile spagnola o portoghese tra il 1600 e il 1800.

Le sue ricerche invece hanno portato alla strabiliante scoperta della città sotterranea, disseminata di varie strutture molto antiche, coperte dai coralli, in particolare enormi blocchi in pietra posti uno sopra l’altro e perfettamente tagliati a 90 gradi, strade, edifici  e gigantesche strutture piramidali a 670 metri di profondità  a ovest di Cuba.

Dopo qualche anno, misteriosamente ed inspiegabilmente, le ricerche furono interrotte, ufficialmente per mancanza di fondi, anche se si potrebbe ragionevolmente pensare che siano state soppresse dai militari o dai governi.

History Channel, comunque, realizzò uno stringatissimo servizio intorno al 2010/2011 per documentare sia la scoperta nel 1968 (da parte dell’archeologo  Jane Manson Valentine) delle antichissime rovine sommerse nella zona nord di Bimini, ora studiate da Meyer, sia la scoperta di Paulina Zelitsky:

Piramidi E Tecnologia Nel Triangolo Delle Bermuda – VIDEO

Allora, cosa è successo a questa storia?

Nonostante l’entusiasmo iniziale e la pubblicizzazione della notizia in tutto il mondo (Ancient Alien e National Geographic), gli scienziati ufficiali semplicemente non si convinsero della veridicità e straordinarietà della scoperta e, una volta innescato, lo scetticismo irrazionale del mondo accademico impedì ogni approfondimento ed ulteriori esplorazioni.

Ma quando mai uno  scienziato che si possa onorare del mestiere che fa, si arrende all’insufficienza delle prove e non intraprende invece la sua missione esplorativa alla ricerca dell’ignoto e di una nuova inaspettata conoscenza?

La Scienza è l’attività più alta e nobile dell’ Uomo, è creazione, avventura, insegnamento, cultura, saggezza, ma è anche un’attività delicatissima e complicatissima, che implica una vocazione assoluta, dote molto rara nella specie umana.

E’ nota, storicamente, la facilità con cui gli scienziati si sono sempre messi al servizio dei tiranni e dei potenti. E proprio da questo è scaturita sempre e solo una scienza mediocre, opportunista e malvagia, deleteria per tutta l’Umanità e per la sua evoluzione.

Il vero scienziato non è un semplice uomo, ma un “mostro” di bravura, abilità e coraggio, un maniaco nella sua tenace e continua ricerca, se non un folle alla ricerca dell’impossibile e dell’inspiegabile.

La missione scientifica, insieme alla cultura, è la questione più urgente da risolvere per questa Umanità involuta, menefreghista e disinteressata.

Lo studio sistematico e scientifico della nostra storia, del nostro passato, delle nostre origini, ha perso ogni significato e valenza morale, perseguendo sempre più i mediocri fini del lucro, della competitività e del potere .

L’idea stessa della professione di scienziato, in ogni campo, è oggi profondamente mistificata, anche nella pubblica opinione, e più nessuno si occupa di esaminarla attentamente , insegnarla e svolgerla nel suo fine più prezioso: l’evoluzione.

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