Foto Da Aleppo La Prima Estate Senza Guerra

Foto Da Aleppo

La Prima Estate Senza Guerra

Foto Da Aleppo La Prima Estate Senza Guerra. Di Zero Hedge.

Quando i taxi e gli autobus conducono i giornalisti in Siria attraverso l’autostrada Beirut/Damasco, c’è un saluto comune che è diventato una specie di tradizione locale: “Benvenuti nella Vera Siria”.

I Siriani locali sono molto consapevoli di come il mondo esterno percepisce il governo di Assad e le città sotto il suo controllo.

Dopo anni di immaginari e spesso ingannevoli filmati creati dai combattenti dell’opposizione ed elargiti ad una ansiosa stampa occidentale sottomessa e corrotta che poi riportava il diffamante titolone: “Assad è peggio di Hitler”, il veterano giornalista Stephen Kinzer del Boston Globe ha ricordato agli americani che i Media hanno creato una fantasy fiction sulla Siria.

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Nel suo articolo Kinzer ha dipinto un’immagine molto diversa dalla percezione comune:

“La guerra siriana sarà ricordata come uno degli episodi più vergognosi della storia della stampa americana”.

Per tre anni i militanti violenti e sanguinari hanno governato Aleppo. Il loro governo cominciò con un’ondata di repressione, pubblicando avvisi e avvertimenti: “Non mandate i vostri figli a scuola. Se lo fate, gli prenderemo lo zaino e voi avrete una bara”.

Esami Prima dell'Estate 2017

Esami Prima dell’Estate 2017

Foto da Aleppo

Fuori della Cittadella La Vita Ritorna Normale Estate 2017

Fuori della Cittadella La Vita Ritorna Normale Estate 2017

Foto da Aleppo

Alcuni (pochi) corrispondenti onesti, in grado di raccontare lo spirito di  grande speranza, coraggio e zelo della popolazione locale con cui si intraprendono i vari progetti di ricostruzione, riconoscono che la stabilità e la normalità sono tornati ad Aleppo solo dopo che gli ultimi jihadisti sono stati espulsi dal governo siriano e dai suoi alleati.

La stampa occidentale e la classe politica, che una volta mostravano il lutto per la liberazione della città dai gruppi di Al-Qaeda come Nusra, chiamando le azioni del governo “massacri” o “genocidi”, trovano ora una realtà che non può essere né ignorata né negata.

Poi hanno distrutto le fabbriche, sperando che i lavoratori disoccupati non avrebbero avuto altra risorsa che diventare combattenti. Rubavano i macchinari delle industrie e li rivendevano in Turchia…

“Gli USA hanno il potere di decretare la morte delle Nazioni. Possono farlo con il supporto popolare perchè molti americani e molti giornalisti sono soddifatti della storia ufficiale”.

Ora, durante la prima estate di relativa calma, i residenti di Aleppo hanno visto la loro città, comunemente chiamata “Il Gioiello della Siria”, risorgere di nuovo dalle proprie ceneri.

Anche i giornalisti stranieri stanno progressivamente accedendo a luoghi come Aleppo Est e al cuore della città vecchia per la prima volta.

Concerto Orchestra di Aleppo Estate 2017

Concerto Orchestra di Aleppo Estate 2017

Foto da Aleppo

Gli Aleppini stanno tornando nelle parti devastate della città per ricostruire e vivere, si stanno godendo la vita notturna, vanno ai concerti musicali, si trattengono fino a tardi nei caffè”.

 

Le famiglie nuotano nelle piscine locali, le donne passeggiano in t-shirt e jeans prive delle oppressioni dei combattenti Wahhabi che una volta governavano la città”.

Aleppo Piscina Andalusia Estate 2017

Aleppo Piscina Andalusia Estate 2017

Foto da Aleppo

L’articolo sul Boston Globe di Stephen Kinzer conclude  che l’intera narrazione sulla Siria intessuta dai media mainstream e riportata al pubblico nel corso degli anni era “spaventosamente lontana dalla realtà”, avvertendo che queste menzogne “probabilmente prolungheranno la guerra e condanneranno più siriani alla sofferenza e alla morte”.

Mentre nuove foto cominciano ad emergere dalla vera Aleppo e dalla vera Siria, è essenziale ricordare le più distruttive, ignobili e meschine bugie che hanno contribuito a prolungare questa tragica e brutale guerra.

Gli Aleppini non hanno mai voluto vivere sotto il dominio islamista Wahhabita.

Secondo più relazioni e testimonianze oculari, la storia di come la guerra cominciò ad Aleppo non era innanzitutto per le proteste pubbliche di massa e per la repressione del governo siriano, ma a causa di una insurrezione aggressiva di Jihadisti che scoppiò  improvvisamente e proveniva da fuori città.

Secondo l’allora Ambasciatore indiano in Siria VP Haran  Aleppo, nel complesso, è stata involontariamente trascinata nella guerra dopo essere rimasta silenziosa e stabile, mentre altre città insorgevano.

In un’intervista in cui ha precisato la propria esperienza sul campo negli anni dell’inizio della guerra in Siria, l’ambasciatore ha dichiarato:

Aleppo Quatriere di Al Aziziyah Estate 2017

Aleppo Quatriere di Al Aziziyah Estate 2017

Foto da Aleppo

Homs e Hama erano caotiche, ma Aleppo rimaneva calma e questo turbava enormemente l’opposizione, che non riusciva a far insorgere il popolo di Aleppo contro il regime, e così hanno inviato autobus carichi di persone ad Aleppo.

Queste persone bruciavano ogni cosa per le strade e poi ripartivano. I giornalisti, poi, trasmettevano questo dicendo che Aleppo era insorta”.

Ricostruendo Aleppo Estate 2017

Ricostruendo Aleppo Estate 2017

Foto da Aleppo

Questo fino al luglio 2012, ben oltre un anno da quando il conflitto in Siria ebbe inizio, ma perchè i residenti di Aleppo non protestavano contro il governo?

La risposta è semplice: la maggioranza dei siriani, sunniti, sciiti, alawi, cristiani, kurdi e ismaili, sono individui sani, hanno visto com’è la vita sotto la regola ribelle alternativa contrassegnata dai tribunali della sharia, dai divieti di fumo e alcool, dalle spietate esecuzioni per le strade, dalle dissacrazioni delle chiese e dalle pulizie etniche e religiose delle minoranze.

Riconoscono che c’è una vera e propria identità nazionale siriana che va oltre la semplice fedeltà alla cricca dominante corrente che sembra essere al potere, ma la Siria è una società orientale pluralistica che rifiuta la teocrazia araba.

Infatti si possono trovare ebrei siriani che vivono nello storico quartiere ebraico della città vecchia murata di Damasco anche oggi.

I centri urbani siriani sono da secoli caratterizzati da una cultura millenaria e da una vita pubblica nella pacifica coesistenza pluralistica. La stessa Aleppo prima della guerra era un fiorente centro commerciale dove donne a capo scoperto camminavano per le strade fianco a fianco con donne che indossavano il velo, dove c’erano cinema e negozi di liquori, locali fumosi pieni fino a tarda notte e grandi chiese e moschee vicine l’una all’altra.

Diverse Comunità ed etnie vivevano in una coesistenza assolutamente pacifica

Per molti aspetti il vibrante, illuminato e fervido periodo laico e pluralista di Aleppo è ora tornato alla vita e in gran parte anche il suo governo.

I “moderati” non hanno liberato Aleppo, ma hanno dato appoggio, supporto e copertura all’invasione di IS e Al Qaeda. 

Ribelli Moderati Catturano e poi Torturano un Militare Siriano Cristiano

Questa foto, pubblicata online da un gruppo terroristico svedese nel 2013, mostra un combattente ribelle deridere la croce cristiana del soldato del governo siriano. Un’altra foto postata mostra che lo stesso soldato più tardi è stato torturato schiacciato con una grossa pietra sul petto mentre giaceva sulla schiena.

Foto da Aleppo

Alla fine, i gruppi terroristici come IS hanno goduto di un aumento esponenziale in Siria a causa del governo degli Stati Uniti e del supporto dei media per questi cosiddetti “ribelli moderati” – tutte entità che cercavano collettivamente il cambiamento di regime a tutti i costi – anche al costo elevato delle morti in massa dei civili innocenti, incuranti della sofferenza che inevitabilmente deriva dallo scatenarsi di un’insurrezione in aree urbane.

La guerra ha portato a oltre 6 milioni di sfollati, la maggior parte dei quali ha cercato rifugio nei territori governativi.

La stampa Mainstream non ha mai riferito direttamente da Aleppo, ma si trovava a centinaia di chilometri di distanza, negli alberghi a 5 stelle, davanti a un computer.

Resta il fatto che ci sono alcuni personaggi popolari nei media e nella comunità analista che in USA parlano e scrivono frequentemente sulla Siria, eppure non hanno mai trascorso un notevole tempo nel Paese.

Durante la maggior parte della guerra essi hanno riferito soprattutto dalle capitali occidentali a migliaia di chilometri di distanza, o in uffici in Medio Oriente, senza mai lasciare la sicurezza di luoghi come Beirut o Istanbul.

Meno ancora hanno le abilità e le conoscenze del mondo arabo necessarie per tenere il passo con gli eventi locali e regionali.

Alcuni non sono mai stati in Siria.

Sono diventati i propulsori della propaganda ribelle che hanno trasmesso attraverso i messaggi di WhatsApp e le interviste Skype, soprattutto quando si trattava della battaglia per Aleppo.

Con grande ammirazione e solidarietà per i coraggiosi Aleppini che ricominciano a vivere tra le macerie, c’è solo da augurarsi che la minaccia Jihadista sia ormai completamente rimossa, espulsa, cancellata e dissolta e che la guerra internazionale per procura che ha preso così tante vite innocenti e ha ridotto in rovina gran parte di una bellissima Nazione, finalmente sia giunta alla fine.

Gli aleppini e tutti i siriani stanno già ricostruendo e si stanno preparando con ottimismo per il futuro.

Benvenuti nella vera Aleppo!

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